IPPAZIO FRACASSO-BAACKE

Loebellstr. 13a

D-33602 Bielefeld

Tel: 0521 - 65541

Mobil: 0170 - 4824875

 

info@atelier-fracasso.de

www.atelier-fracasso.com

 

„L‘Arte Salva l‘Umanita“


Un Intervista con Ippazio Fracasso

D.B.: Prima di tutto vorrei sapere perche volevi farare questa conversazione sull‘arte qui, nella trattoria ‚Madonna‘?

I.F.: Allora, mi piace molto questa trattoria. Ci sono tanti quadri che sono stati donati da diversi artisti quando non potevano pagare il conto. Qualcuni hanno semplicemente donato dei quadri. poi, la cucina e eccellente, veramente veneziana. E la trattoria e tipicamente italiana e cio nonostante e anche internazionale. Ci si sente varie lingue e i camerieri sono molto cortesi.


D.B.: E tu, sei un buon cuoco anche tu?

I. F.: Si, del resto, sapere cucinare e veramente un ‚arte. Prima dei francesi gli italiani hanno scoperto la cucina buona e sana. Sfortunatamente . i tedeschi pensano soltanto alla ·pizza e al chianti poco caro ¬ma la cucina italiana offre di piu. Cucinare e mangiare in un‘atmosfera simpatica con tanto tempo per me fa parte di una vita piacevole e significativa. E per questo e una spezia d‘arte ...

D.B.: ... abbiamo allora toccato iI tema: Volevi raccontare quello che pensi quando dipingi.

I.F.: Sono tanti pensieri che non posso raccontarti tutti. Molto spesso ascolto delta musica classica (preferisco le arie d‘opera, ma anche le sinfonie o qualcosa di moderno di Stockhausen) o della musica pop, e i pensieri sorgono subito. C‘e una cosa che mi preoccupa molto: e magari un‘errore se certe persone credono che gli artisti abbiano una vita libera e piacevole. Primo, e veramente molto difficile guadagnare soldi con questo lavoro, e ce ne sono tanti che stentano la vita (grazie a Dio,· non sono io). Ma e molto sforzante trasponere un ‚idea sulta tela in modo che corrisponda alt‘immagine che hai in testa. Colori, forme, linee - non smetti di diventare nervoso, di aver voglia di provare altra cosa, un altro colore ad esempio, e uno sforzo enorme. Quando ho cominciato a dipingere, molto spesso non posso smettere e continuo a dipingere per otto o dieci ore, senza pausa. Poi sono totalmente esaurito e forse relativamente soddisfatto con quello che ho fatto durante tutta la gionata. Ma rimangono sempre quei dubbi se avessi ° potuto fare tutto quanta meglio o forse in un modo diverso. Poi rincomincio col mio quadro, cambio qualche cosa e rischio di perdere la fiducia nelta mia opera. Dipingere e un fardello psichico orribile. E finalmente sei sempre da solo col tuo quadro ...

D.B.: ... e con la musica in sottofondo ...

I.F.: Spengo la musica se c‘e un momento critico. Ho bisogno di concentrazione assoluta e di tranquillita. Ma il mio lavoro non consiste soltanto nel dipingere Bisogna. incorniciare i quadri, presentarli nelle esposizioni. Non e tanto lavoro, ma costa anche tanti soldi, e bisogna sempre fare i calcoli, fare dei progetti cosicche tutta l‘organizzazione.

D.B.: Le esposizioni sono certamente momenti culminanti nella vita di un pittore?

I.F.: Sono semplicemente necessarie,affinche altri possano vedere e conoscere la tua arte. Un catalogo e solamente un sostituto, e non tutti che si interessano della mia arte possono rendermi visita nello studio. Le esposizioni sono indispensabili. Nella maggior parte dei casi sono molto contento quando la vernice e finita.

D.B.: Perche?

I.F.: E be, e simile a un esame o a una Prima: il pubblico sara molto contento di quello che hai preparato? Di piu, se sei presente all‘esposizione la gente ti chiede sempre cosa su un certo dettaglio del tuo quadro cosa significa o simbolizza. Queste domande mi arrabbiano piuttosto, perche io spedisco un messaggio col medium dei miei quadri e, Onestamente, non ho voglia di dare¬spiegazioni.E il lavoro di altre persone, come te, ad esempio. Perche dipingo quadri quando devo parafrasarli e spiegarli? In questo caso potrei magari scrivere testi. Ma il mio medium di esprimermi e la pittura, il disegno, la scultura - tutto quello che fa comunque un artista figurativo.

D.B.: Un aiuto per capire i quadri sono certamente i titoli.

I.F.: Certo, e mi fa tanto piacere trovarli. Devo ammettere che preferirei lasciare tutti i miei quadri senza titoli, perche, in molti casi, danno spiegazioni in luogo di lasciare la gente creare le sue proprie assoeiazioni. Prima di guardare il quadro piu precisamente, molta gente guarda il titolo, e se il titolo non l‘interessa, continua a guardare altri quadri.

D.B.: Ma dimmi, Ippazio, come mai che la maggior parte. dei tuoi quadri abbiano titoli?

I.F.: E un‘aiuto didattico. Molto spesso la gente non e capace di leggere I‘arte. Ma non voglio rimproverare questo a quella gente. Qui un soggetto, cioe I‘artista, prova di creare il suo propria mondo nella sua arte. Le lettere e le parole costituiscono la lingua comune alla base di cui possiamo iniziare un processo di leggere e di scoprire

D.B.: Quindi e piu difficile capire I‘arte che un testo?

I.F.: Si, in un certo senso. I segni dell‘arte non possono essere ordinati secondo una gramma-tica di cui sanno servirsi tutti. E non c‘e neanche un vocabolario dell‘arte. Un quadro e troppo complesso, contiene per cosi dire tutto il mondo, mentre un testo sviluppa il suo senso successivamente, pezzo per pezzo. Ma e per questo che l‘arte produce tanti effetti e tanto fascino, supera i confini della vita di tutti i giorni.

D.B.: E la ragione per cui tanta gente dipinge Oggi?

I.F: Certo. L‘arte puoaiutare a comunicare sul mondo. Ma non devi dimenticare che tanta gente dipinge soltanto come un hobby. Dipingono per distrarrsi, per passare il loro tempo libero in un modo sensico. Un artista professionale invece dipinge perche, altrimenti, non potrebbe vivere. Puo darsi che il risultato. che produce lui sia qualcosa di bello - ma e il risultato di un grande sforzo e di perseveranza.

D.B.: Josef Beuys disse che tutti gli uomini furono artisti e iI beatbik americano Kerouac disse negli anni sessanta „Sei sempre un genio“ e si riferl a tutti i lettori

I.F.: Rispetto Josef Beuys - ma considero questo come sciocchezze popolistiche. Sono molto contento quando la gente dipinge perche, dipingendo, imparano gli elementi di questa lingua. Ma tutti quanti noi, parliamo e utilizziamo la lingua senza chiamarci scrittori. C‘ e senza dubbio una differenza tra artisti e dilettanti, e questa differenza consiste nella professionalita degli artisti. Essi non possono smettere subito per fare altre cose. Facendo cosi, distruggerebbero la perseveranza di tutta una vita e di tutte le loro opere

D.B: Significa che I‘artista non puo mai smettere di essere artista?

I.F.: Naturalmente, non si mette mai in riposo, non va mai in pensione. Essere artista non e solamente una professione ma anche un‘ ossessione.

D.B.: Qual‘e la tua opinione sulla computerart?

I.F. Non l´apprezzo molto. Credo che la scrittura personale di un artista, il fatto che una persona crea qualcosa con il suo corpo e con i suoi mezzi di esprimersi non possano essere rilegati da un codice binario molto raffinato. Non sono ostile alla tecnologia, al.contrario. Dovremmo provare tutto, anech‘io, scopriro certamente molte lingue artificiali e le integrero nel mio mondo. Ma c‘e una cosa che un artista non deve mai dimenticare: l‘arte salva l‘umanita

D.B.: E una frase molto impressionante, che cosa vuoi dire?

I.F.: L‘ho gia spiegato brevemente: l‘artista, con la sua personalita e con i suoi mezzi idiosincratici di . espressione, aggiunge interpretazioni e lingue simboliche al mondo reale, con l‘aiuto deI suo corpo, deI suo intelletto, con le sue mani. L‘uomo non e una macchina e per questo non e sostituibile. E l‘arte conserva questa nozione semplice.

D.B.: A che altre cose pensi quando dipingi?

I.F.: Talvolta mi preoccupo deI business d‘arte. Non trovo che sia giustificato che soltanto persone 0 ditte ricche sono capaci di comprare i miei quadri - i quadri grandi e cari beninteso. Naturalmente dipingo per tutti, ma non tutti possono offrirsi un Fracasso vero. Credo che sia peccato, ma qual‘e la soluzione? Per questa ragione preferisco vendere i miei quadri ai musei e a organizzazioni che li espongono al pubblico.

D.B.: Sei veramente convinto che tutta la gente si interessa dell‘arte?

I.F.: Ne sono assolutamente convinto. Se qualcuno non visita un museo forse ha paura di entrare perche non sa come comportarsi. Ma l‘arte e una Lingua fondamentale dell‘uomo, abbiamo per cosi dire un interesse innato per l‘arte. Il business d‘arte che fa sempre lite, determina il trend e proclama quali artisti sono in moda 0 quali artisti vengono chiamati moderni, si e allontanato della vita di tutti i giorni. E per questo in tanti casi l‘arte e diventata il dominio dell‘esperto.

D.B.: Quello che hai detto non e anche valido per la letteratura, per I‘opera, general~ mente per tutte le arti?

I.F.: Naturalmente. Gli esperti fanno parte di qualsiasi mestiere. Volevo dire che oggi /‘ arte viene spesso dominata da un business d‘arte che sta oltrepassando la misura.

D.B.: Quindi, da un lato vuoi entrare in questo business d‘arte per essere riconoscinto come artista, dall‘altro lato vor

I.F.: E una contraddizione orribile che, sfortunatamente, non posso sopportare come individuo. Ma faccio sempre il tentativo di salvarmi. Voglio evitare di essere subito proclamato uno star e di essere abbandonato fra qualche anno. Io invece, attribuisco grande importanza che la mia opera cresca lentamente e costantemente, come un albero. La perseveranza e un attributo di un buon artista, e l‘industria beninteso. Spero che, se possiedo tutte le due, il business d‘arte mi scopra senza potermi divorare. Un artista dev‘essere resistente alle tentazioni di un successo troppo rapido che e molto spesso effimero.

D.B.: La tua pasta si e´ raffreddata...

I.F.:... perche ho parlato troppo. Ho sempre voglia di parlare dell‘arte per parecchie ore Sfortunatamente la maggior parte degLi uomini preferisce parlare di cose piu superficiali ...

D.B.: Quindi ti e piaciuta questa conversazione?

l.F.: Vuoi veramente smettere di parlare dell‘arte?

D.B.: Per iI momento, caro amico, soltanto per iI momento. Adesso vorrei concen¬trarmi sulla cena.

I.F.: D‘ accordo, mangiamo allora e continuamo la nostra conversazione un altra volta ....

L‘intervista e stata fatta il 30 marso 1994 nella trattoria „alla Madonna“ a Venezia.

Druckversion Druckversion | Sitemap
www.atelier-fracasso.com